Classificazione dei rifiuti
A livello nazionale, prima, ed a livello comunitario, poi, sono intervenute nuove disposizioni sulla classificazione dei rifiuti ed in particolare per l’individuazione dei rifiuti pericolosi individuati dai cosiddetti “codici a specchio” (1). La norma nazionale dovrebbe entrare in vigore il 17 febbraio p.v.; quella comunitaria, di più ampia portata innovativa, dovrà invece essere applicata dal 1° giugno, previo, per quanto necessario, adeguamento della corrispondente parte del d.lgs. n. 152/2006 (essenzialmente degli allegati D ed I alla parte quarta).
Sul tema, lo scorso 26 gennaio Confindustria ha organizzato un seminario di studio per dirigenti e funzionari delle Associazioni, rappresentando agli esponenti del Ministero dell’Ambiente, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’ISPRA le incertezze interpretative e le possibili gravi incongruenze derivanti dall’applicazione, a partire dal prossimo 17 febbraio 2015, della premessa all’allegato D alla parte IV del d.lgs. 152/2006 recentemente introdotta rispetto alle disposizioni comunitarie oggi in vigore, la cui impostazione è confermata anche in modo più chiaro dalle nuove che si dovranno applicare a partire dal 1 giugno 2015.
La Commissione Europea ha, infatti, emanato i seguenti provvedimenti in materia di codifica e classificazione dei rifiuti:
– il Regolamento UE n. 1357/2014, che introduce il nuovo allegato III alla direttiva 2008/98/CE (ossia l’allegato I alla parte quarta del d.lgs. n. 152/2006): il nuovo allegato armonizza i criteri per l’attribuzione delle caratteristiche di pericolo ai rifiuti alla rinnovata disciplina comunitaria per la classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele (Regolamento Ce n. 1272/2008);
– la decisione 2014/955/UE, che modifica, in pratica sostituendo, la decisione 2000/532/CE (recepita nell’allegato D alla parte quarta del d.lgs. n. 152/2006), con l’elenco aggiornato dei codici europei dei rifiuti e soprattutto adeguando la parte introduttiva per adeguarla ai nuovi criteri di individuazione e valutazione delle sostanze pericolose.
Nel corso del seminario, i rappresentanti del Ministero dell’Ambiente hanno riconosciuto le criticità evidenziate da Confindustria in ordine all’applicazione, dal 17 febbraio, di una norma nazionale che si presta ad interpretazioni non in linea con le disposizioni comunitarie già in vigore ed ancor meno con quelle che si dovranno applicare dal 1° giugno, oltre all’evidente inopportunità di costringere le imprese a riverificare la classificazione dei rispettivi rifiuti alla luce della nuova premessa all’allegato D (nuova norma italiana) per poi comunque doverli riclassificare in funzione delle ben più pregnanti modifiche stabilite a livello comunitario.
Il Ministero dell’Ambiente ha assunto l’impegno ad emanare con urgenza un chiarimento circa l’applicazione delle disposizioni introduttive all’allegato D con l’obiettivo di consentire alle imprese di continuare ad applicare i criteri di codifica e classificazione dei rifiuti derivanti dal dettato comunitario e quindi concentrare la loro attenzione esclusivamente in funzione della scadenza del 1° giugno 2015.
